Chi vive in una casa con riscaldamento centralizzato sa bene che la temperatura ambiente dipende dalla regolazione della caldaia. La scelta tra 19 e 20 gradi pero non e mai stata calcolata con precisione dai consumatori. I tecnici delle caldaie la conoscono, le compagnie del gas pure, ma il calcolo reale rimane nascosto nelle abitudini quotidiane.
La realta energetica e semplice: ogni grado aggiuntivo sulla caldaia comporta un aumento dei consumi energetici tra il 6 e il 10 per cento. Non e una stima generica. E una proporzione lineare che vale per il riscaldamento domestico in climi temperati come quello italiano.
Come funziona il consumo della caldaia
Una caldaia a gas funziona a intermittenza. Quando la temperatura interna della casa scende sotto il valore impostato, il bruciatore si accende e rimane attivo fino al raggiungimento del dato desiderato. Poi si spegne e rimane in standby fino al prossimo calo.
Se imposti la caldaia a 19 gradi, il sistema si accende a 18,5 gradi e si spegne a 19. Se invece scegli 20 gradi, il ciclo di accensione inizia a 19,5 gradi. La differenza sembra banale, ma durante l'inverno questo grado aggiuntivo significa che la caldaia accende il bruciatore piu spesso e per durare piu lunga.
In una giornata fredda di dicembre, quando la temperatura esterna cala verso i 5 gradi, il salto tra 19 e 20 gradi impone alla caldaia di compiere centinaia di cicli di riscaldamento in piu. Nel corso di una settimana, il consumo aumenta misurabilmente. Nel corso di un mese invernale il salto diventa visibile sulla bolletta.
Quanto costa in euro questa scelta
Il costo dipende da tre fattori: il prezzo del gas nel periodo, la zona climatica dell'Italia dove vivi e l'isolamento termico della casa. In una abitazione media della Lombardia o del Piemonte, con un consumo annuale di 1500 metri cubi di gas, la differenza tra 19 e 20 gradi si traduce in circa 50-80 euro l'anno.
Sembra poco. Ma moltiplicato per i 5-6 mesi di riscaldamento invernale, rappresenta circa 8-13 euro al mese per chi sceglie il grado aggiuntivo. Chi tiene la caldaia a 20 gradi invece di 19 spende 120-150 euro in piu all'anno, assumendo un prezzo medio del gas di 0,80 euro al metro cubo.
Se il prezzo del gas aumenta, come accaduto negli ultimi anni, la differenza sale. Nel 2022, quando il gas era intorno a 1,50 euro al metro cubo, la scelta tra 19 e 20 gradi significava una differenza di 200-250 euro annuali. E questa e la cifra che nessuno calcola, perche la decisione avviene d'impulso, senza consapevolezza numerica.
Le variabili nascoste
Il calcolo non e mai uguale per tutti. Una casa con serramenti vecchi consuma molto piu gas perche il calore esce continuamente. Una nuova, con infissi isolanti, richiede meno accensioni della caldaia a parita di temperatura. Gli appartamenti in posizione centrale di un condominio hanno minori dispersioni rispetto a quelli agli angoli o all'ultimo piano.
Anche l'abitudine personale pesa. Chi sta in casa tutto il giorno e ha una temperatura stabile intorno ai 19 gradi consuma meno di chi torna a casa la sera e accende la caldaia a 20-21 gradi per riscaldare velocemente gli ambienti. Le persone anziane tendono a preferire temperature piu alte per comfort fisico. Le famiglie giovani spesso tagliano a 19 gradi per contenere la spesa.
L'orientamento dell'edificio influisce. Una casa esposta a sud riceve piu calore dal sole durante il giorno e quindi la caldaia accende meno spesso. Una casa esposta a nord ha bisogno di riscaldamento continuo anche a temperature esterne miti.
Il compromesso intelligente
Non esiste una scelta giusta in assoluto. La decisione dipende dalle priorita personali. Se il conforto termico e prioritario e la spesa e secondaria, i 20 gradi sono ragionevoli. Se l'obiettivo e risparmiare sulla bolletta e sopportare un leggero disagio, i 19 gradi riducono i costi senza creare problemi di salute.
La ricerca scientifica non ha mai provato che una casa a 19 gradi causa malanni mentre una a 20 sia necessaria. Le linee guida internazionali suggeriscono 18-21 gradi come fascia di comfort accettabile. Molti consulenti energetici raccomandano 18-19 gradi quando in casa non ci sono neonati, anziani fragili o persone con problematiche circolatorie.
Una strategia intermedia consiste nel mantenere la caldaia a 19 gradi durante il giorno e alzare a 20 soltanto la sera, quando si e a riposo. Oppure a 19 gradi durante la notte e 20 di giorno. Questo metodo riduce il consumo della giornata completa, mantenendo il comfort nei momenti di utilizzo principale.
Cosa ignorano i costruttori
I costruttori di caldaie progettano il sistema per funzionare ottimalmente in una fascia tra 18 e 22 gradi. Non hanno interesse a comunicare ai clienti il costo effettivo di ogni grado. Le compagnie del gas tampoco pubblicizzano queste cifre, perche ogni euro risparmiato e un euro che non entra nel loro bilancio.
I termostati intelligenti, diffusi negli ultimi anni, permettono di programmare le temperature per fascia oraria e giorno della settimana. Un termostato programmato correttamente puo ridurre il consumo annuale del 15-20 per cento. Ma anche qui, i consumi sono regolati da abitudini quotidiane e non da calcoli consapevoli.
La differenza tra 19 e 20 gradi rimane una scelta non misurata, una decisione presa al mattino presto quando il freddo spinge la mano verso il grado aggiuntivo. Chi ha contezza del costo annuale vero probabilmente pensa il secondo prima di regolare il termostato.
